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Chi in paese non conosce Maura?
Sarta precisa, al limite del maniacale. Per lei, però, è riduttivo: si considera una stilista e continua a cucire gli abiti che indossa.
Da anni aspetta che qualcuno, prima o poi, le chieda la mano.
La vedo camminare verso casa, poco fuori dal paese. Passo svelto, schiena dritta, tre o quattro borse della spesa.
Mi affianco con l'auto.
— Maura, ti accompagno.
— Ma che fortuna incontrarla, signorina Claudia! Mi farebbe davvero un piacere immenso.
Sistemiamo la spesa sul sedile posteriore e partiamo.
I suoi modi sembrano usciti da un romanzo dell'Ottocento.
Si accomoda con cura, liscia la gonna plissé marrone e la camicetta bianca con il bavero ricamato, probabilmente da lei stessa.
Arrivate davanti a casa, mi invita a entrare.
— Sa, signorina Claudia, mi farebbe molto piacere offrirle un tè... oppure un caffè con qualche dolcetto.
Non ho fretta. Ho un appuntamento tra più di un'ora e posso concedermelo.
— Mi perdoni il disordine. Mio fratello è tanto buono quanto disordinato.
Poco dopo torna con due tazzine dal bordo dorato, tovagliolini di stoffa e qualche dolcetto disposto con cura su un piccolo vassoio.
Si siede di fronte a me, poi si avvicina come per confidarmi un segreto, anche se nella stanza siamo soltanto noi due.
— Mi scusi se arrossisco a parlarne...
Abbassa lo sguardo e sorride.
— Ebbene... ho ricevuto una seria proposta di fidanzamento. Mio fratello ancora non lo sa e dovrò parlargliene con molta cautela.
Insomma... questo giovane vedovo.
Che disgrazia perdere la moglie in quel modo.
Ha presente il bancario? Quello sempre allo sportello, sempre così gentile. Qualche giorno fa, visto che non c'erano clienti, mi ha voluto parlare.
Mi ha detto che, senza la povera moglie e con due figli da crescere, avrebbe bisogno di un aiuto femminile. E ha pensato a me!
Arrossisce mentre si sistema una ciocca di capelli.
— E che cosa le avrebbe proposto, Maura?
— Mi ha detto che cerca una donna seria e responsabile.
«È proprio quello che le occorre, signor Michele», gli ho risposto.
Immagini, Claudia, avevo le guance in fiamme, per fortuna tengo sempre un ventaglio nella borsetta.
— E allora gli ho chiesto: «Ma lei ha davvero pensato che potrei essere la donna adatta?»
«Ma certo, Maura. Naturalmente dovremmo parlarne con calma, se la cosa le interessa.»
— Non volevo farmi vedere già conquistata. Una donna deve avere un po' di contegno, no?
Così gli ho detto che ne avremmo parlato con mio fratello.
Certo, lui resterebbe solo... anche questo va considerato.
Ha capito, signorina Claudia? Mi sento tutta euforica.
Sorride, sembra una ragazzina.
— Naturalmente ci sarà da organizzare una piccola cerimonia,ma tutto molto sobrio.
Mentre parla sto masticando una madeleine. Alla parola "cerimonia" una briciola mi va di traverso.
Maura corre subito a prendermi un bicchiere d'acqua.
— Che ne pensa lei, signorina? Io sarei molto interessata, sa. Certo, qualche aspetto va considerato.
Prima di tutto l'età., magari posso sembrare più giovane, ma ho superato i cinquant'anni...
Lo sussurra quasi all'orecchio.
Guardo le vecchie macchine da cucire. Me ne ricordo una identica che aveva mia nonna.
— Maura... non saprei che dirle .
Però mi auguro che non smetterà mai di fare la sarta.
Per un attimo si fa seria.
Sembra pensarci per la prima volta.
— Non potrei mai.
Poi aggiunge:
— Certo, con due ragazzi in casa avrei molto meno tempo.
Si sistema gli occhiali e lascia vagare lo sguardo nella stanza.
Dopo quasi un minuto sospira.
— Ha ragione. Nell'euforia del momento non avevo valutato tante cose.
Poi mio fratello resterebbe da solo.
Chi gli preparerebbe il pranzo? Chi gli stirerebbe le camicie?
— Eh già... come farebbe?
— Signorina Claudia, per fortuna mi sono confidata con lei. Lei è tanto intelligente... e più moderna di me. Anche lei è single, come si dice adesso, vero?
— Sì, sono single.
— Esatto... esatto...
Abbassa lo sguardo.
— Oh, come resterà male il povero signor Michele.
Dovrò rifiutare.
Capirà la mia situazione...
Sì, penso tra me. E cercherà un'altra collaboratrice domestica.